I Disegni sono nell’Anima

Li hai nella mente o almeno credi sia cosi, non sai nemmeno cosa sono, ma li riconosci appena li rivedi. Pochi o tanti li porti di ritorno in ritorno. Ognuno di noi ne ha ed ognuno cerca quelli che ha promesso di ritrovare, quelli che hanno segnato una vita precedente. A volte il richiamo è cosi forte, altre volte è lieve. Ma se il legame è saldo farai di tutto per farti ritrovare. 

Li portava sulla pelle ed esercitavano il loro richiamo, ma non erano per tutti, erano per quell’Anima che li cercava. Destinati ad una sola ed unica Anima, solo lei avrebbe saputo decifrarli e fermarsi. Solo quell’Anima li avrebbe fatti suoi per l’eternità.

Rimaneva rapito ogni volta che li osservava. Ne rimase attratto dal primo incontro. Erano come un faro per la sua Anima, un richiamo.  Non ha saputo mai spiegarselo, senza conoscere il nome, senza conoscere nulla si era materializzato quel volto che invadeva prepotentemente i suoi sogni da quando era bambino. Come se i sogni prendessero forma in quello sguardo, in quell’unico istante. Immagini, disegni, colori tutto proiettato nella realtà.

E’ stato un istante, un breve lampo di luce, ma in quell’unico bagliore si condensarono vite vissute, ritorni andati a vuoto, ritorni riusciti per metà. 

La giostra è questa, ritoni ogni volta per completare il giro e se non ci riesci no puoi scendere. Per ogni volta successiva porti un indizio in più, le provi tutte, ma Anima e Corpo non si capiscono, parlano un linguaggio diverso. Non dimentichi nulla, semplicemente il Corpo di questa dimensione non sa capire il linguaggio dell’Anima.

E ad ogni venuta diventi più furbo fino a quando non decidi di imprimerlo nell’anima con un linguaggio che il corpo terrestre può comprendere: I Disegni, se sono impressi nell’Anima prima o poi li avrai impressi sul corpo.

“Se il cuore è forte abbastanza, l’anima rinasce in eterno. Ogni giorno. Vita dopo vita. Epoca dopo epoca. In eterno.”

Ed ogni Anima cerca di lenire il suo distacco da sempre:

La testimonianza più antica giunge dal confine italo-austriaco dove nel 1991, sulle alpi Otzalet, viene rinvenuto il corpo congelato e ottimamente conservato di un uomo che gli scienziati ritengono sia vissuto circa 5300 anni fa.
Otzi, così è stato soprannominato, presenta in varie parti del corpo dei veri e propri tatuaggi, ottenuti sfregando carbone polverizzato su incisioni verticali della cute.

 

In un unico istante si rivelò tutto, parte della realtà è morbida plastilina, ma esiste anche una realtà che è dura pietra e non può essere manipolata dai pensieri. Vola sulle ali della Fenice, ripercorri i miei passi e bevi alla brocca di Acquarius: 

Diapason di Dio

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